Rooming in? SÌ!

È passato un po' di tempo dalla mia esperienza, 9 mesi e mezzo per l'esattezza, ma molte domande di future mamme vertono su questo punto, quindi, eccomi qui.

La mia esperienza con il rooming in all'Ospedale di Roma Villa San Pietro è stata complessivamente positiva, ma con alcuni "accorgimenti" necessari.
Chi mi segue sa che il mio è stato un travaglio indotto alla 41a settimana, senza epidurale, molto veloce: 6 ore di "fatica" in tutto. Stimolazione alle 12, bimbo tra le braccia alle 18:11. Unico problemino: un sacco molto ligio al proprio lavoro, che non ha mollato il suo prezioso contenuto fino alla fine, nonostante le sollecitazioni esterne…Gió è nato con la camicia!

Alle 20, se non ricordo male, eravamo in stanza, bimbo, babbo e io.
Quando me lo hanno riportato, dopo averlo lavato a vestito, Giona si era addormentato, ma io ho provato ad avvicinarlo al seno, quasi impaurita. Ricordo di aver detto a Enrico un timido "chissà se", subito interrotto da una tartarughina che, dopo aver annusato intorno, aveva già preso il suo capezzolo tra le labbra. È stato l'inizio della magia.
Ma dell'allattamento, della mia esperienza, non voglio parlarvi ora.

La prima notte è stata dura, perché Gio non ha MAI dormito. Piangeva appena lo staccavo dal seno, perché aveva fame, e io ancora non avevo latte. È stato difficile. Ma il personale del reparto non mi ha mai lasciato sola. Ogni volta che ho suonato il campanello erano pronti, con il sorriso sulle labbra.

Mi hanno assistito nel mio primo cambio di pannolino, mi hanno mostrato come mettere le garze per far cicatrizzare l'ombelico. Mi hanno fatto vedere come vestire quel minuscolo bambino. Mi hanno fatto capire che non dovevo essere spaventata, perché lui era il mio, e aveva solo bisogno di me.

Da quando si entra in reparto al momento in cui si esce, il nome di tutte le pazienti diventa Mamma. Quando sono entrata col mio pancione e nessuna contrazione mi sentivo a disagio. Nessuno mi aveva mai chiamato così. E lì ho capito che potevo fidarmi: mi stavano già preparando per quello che sarebbe accaduto.

Il primogiorno postparto i dolori possono essere un po' fastidiosi, quindi è importante non fare nulla più del necessario: andare in bagno, cambiare il proprio brand new bimbo, prenderlo in braccio. Durante le visite una madre o un'amica potranno aiutarvi a darvi una rinfrescata e a cambiarvi, se ancora non lo avete fatto. Non abbiate fretta. Avete appena vinto le olimpiadi, nessuno farà caso se sarete stanche o sudate. Ricordate: avete vinto!!!

Può accadere di avere un crollo: l'adrenalina cade in picchiata, si può aver paura, si può essere davvero stanche. Si può aver bisogno di dormire.
A me è successo. Ho passato la seconda sera a piangere insieme a Gio: lui perché aveva fame, e io…pure.

Anche se l'ospedale che avete scelto utilizza il rooming in, c'è sempre la possibilità di lasciare il bimbo al nido per qualche ora, e recuperare un po'.
Per me questo pensiero era inconcepibile.

Erano le dieci di sera quando le infermiere del nido sono passate a chiedere se volessi lasciarlo per riposare qualche ora. A mezzanotte una di loro era ancora con me, seduta sul bordo del mio letto, alle prese con una doppia valle di lacrime.

Non smetterò mai di ringraziarla. Mi ha spiegato con calma che il mio corpo aveva bisogno di dormire. Mi ha chiesto di fidarmi.
All'una, finalmente , usciva dalla mia stanza con un fagotto nella culla. "Non lo faccio piangere, te lo prometto. Lo tengo in braccio tutto il tempo "

Alle due di notte mi sono addormentata. Alle quattro e mezza mi sono svegliata per i brividi di febbre e il letto zuppo. La montata lattea era arrivata. Alle cinque mi hanno riportato un arrabbiatissimo Gio, che si è attaccato al mio seno, ha bevuto per la prima volta il mio latte, e… si è addormentato.

Quindi, tirando le somme e parlando praticamente, il roomig in ti permette di tornare a casa con alcune nozioni base, diciamo. Ti toglie i primi problemi, le prime incertezze. Ti dà l'illusione, forse, di avere la situazione sotto controllo. Il che non è poco!

Ma, non si deve fare l'errore di non recuperare dopo la fatica del parto. Basta poco, perché il nostro corpo è una macchina perfetta, ma quel poco bisogna darglielo.

Unica pecca secondo il mio punto di vista: lascerei i neonati al nido durante l'orario di visita, per non esporli agli agenti esterni portati dai visitatori. Oppure, in alternativa, limiterei il numero dei visitatori.
[Sono crudele, lo so. Ma quei polmoni stanno respirando aria da poche ore… quella pelle non hai mai conosciuto altro contatto che quello col liquido amniotico…]

Sottolineo che questa è solo la mia esperienza, fatta con un parto naturale, senza complicazioni. Che auguro a tutte voi.

❤️

ps. Se state leggendo questo post e siete in procinto di affrontare il vostro parto, ricordate: è solo una questione di poche ore, il vostro premio durerà per tutta la vostra vita!

Puoi farcela!

FORZA MAMMA!

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Vacanze con i tuoi…


Bellissime.

Giornate intense, di relax neanche l'ombra, ma la nostra prima estate insieme è proprio bella, amore mio.
Il lavoro di cui vi avevo accennato è partito, con mia grande sorpresa, alla grande, tanto che abbiamo dovuto mettere uno stop alle prenotazioni per concederci un paio di settimane di mare.
Siamo rimasti vicino Roma, nella "residenza estiva" dei miei nonni. Anche perché per Enrico è un periodo di fuoco a lavoro, quindi niente ferie insieme per noi (il mio unico rammarico).

Quindi abbiamo optato per le vacanze coi nonni, stabilimento pieno zeppo di bimbi, gelati a cena e aperitivi con i piedi nella sabbia. Mi godo Gió che ride alle onde, e ride agli altri bambini mentre tenta di inseguirli, Gió che segue il volo di un gabbiano e gli batte le mani, Gió che balla, e tiene il ritmo di ogni canzone. Gió e i suoi riccioli biondi, che ho dovuto tagliare per il troppo caldo, col groppo in gola -sei nato con quei capellini, si sono formati dentro di me, amore mio- e, sì, ne ho nascosto una ciocca in tasca, lo ammetto… e mi sono trattenuta, perché mentre il parrucchiere li spazzava via volevo urlargli

-NOOOO Sono i miei!!!!

Ma non l'ho fatto. Sono stata brava.

E adesso con quei capelli corti canta in giardino, tenta di ficcarsi in bocca ogni foglia che riesce a strappare, con quella testolina mi si strofina addosso sillabando Ma-mma.

Lui, che ormai vive da più tempo fuori che dentro di me, ma che, l'ho capito, deve essersi portato dietro qualche mio organo per errore…

Mille di queste estati, bambino mio ❤️

BabyShower… in TV!!!

Tra un tuffo di testa sulla sabbia (poi vi racconterò) e qualche medusa troppo affettuosa, sono tornata a Roma per affiancare la mia amica Giovanna nella prima puntata di un programma di cui è autrice. Che devo fare? Questa donna è un vulcano!

Quando mi ha chiamato e mi ha chiesto di presentare il programma con lei è stata una sorpresa bellissima, ma che mi ha anche messo un po' in agitazione, perché, insomma, non è propriamente il mio lavoro. Ma il progetto è talmente bello che non potevo dire di no!

Vi scrivo direttamente dal set, mentre Giovi è al trucco. Le auguro davvero che il suo progetto possa avere il successo che merita. Perché è una donna coraggiosa, una madre che palleggia tra famiglia e ambizioni personali. E perché ha lasciato il suo cuore aperto, il che non è poco!!!

In bocca al lupo a noi Dolce Giovi!! ❤️💪🏻

Il battesimo di Giö


Ok, lo rifacciamo???
Gio era bellissimo. Enri era bellissimo. Le nostre famiglie al completo, finalmente insieme.
Abbiamo mangiato in un agriturismo fuori porta, Il Solengo, un luogo tranquillo dove i bambini potevano scorrazzare e gli adulti concedersi una siesta sotto un ulivo. Abbiamo mangiato cibo genuino, cucinato alla perfezione. Abbiamo riso, brindato a Giona e al suo sorriso. 

La sera è arrivata senza che ce ne accorgessimo. Una giornata felice, da ricordare 😍

Battesimo alle porte!

Sabato faremo la prima festa per questo bimbo ciccione! Non voglio soffermarmi sugli aspetti religiosi, perché credo che la fede, e il modo in cui la si vive, sia qualcosa di molto personale. Noi abbiamo deciso di battezzare Gió secondo il rito cristiano. Questa decisione ci ha portato a prendere contatto con la parrocchia di quartiere e siamo stati felici di aver trovato una realtà giovane, viva, lontana dal fanatismo che personalmente mi spaventa è allontana in qualsiasi campo. 

Il rito sarà celebrato dal migliore amico di Enrico (la sua entrata in seminario è stato probabilmente lo shock più grande dell’adolescenza di Enri 😂😂😂)… tutto in famiglia, insomma!
E ora passiamo alle frivolezze!

Tema della festa? Giona e la balena, naturalmente! 🐳 
Ieri notte ho comincia il tableau:

Le bomboniere hanno richiesto una lavorazione un po’ più lunga, ma mi piaceva l’idea di qualcosa di unico, quindi mi sono data da fare:

Sono dei vasetti decorati a mano con dei mandala… che ne dite? 
Scappo a far mangiare la mia balenottera !
🐳🐳🐳

Flipt!

Il Flipt è una rassegna teatrale organizzata dal Teatro Potlach di Fara Sabina, un evento che dura per settimane, con ospiti provenienti da tutto il mondo. Perché ve ne parlo? Perché un po’ di tempo fa ho inviato la mia candidatura ed è stata accettata, e così tra poche ore avrò la possibilità di iniziare un piccolo percorso guidata da un grande maestro, Eugenio Barba.

E come si fa con un cucciolo di otto mesi allattato al seno? Si fa che si fa la lagna con la nonna, finché quest’ultima non decide di venire con voi, ed occuparsi del suddetto bimbo mentre la mamma ritorna per qualche ora alla sua vita d’attrice. Sante nonne! 

Alternativa? una brava babysitter. Testata prima naturalmente! 

Queste almeno sono le mie soluzioni, per ritrovare, piano piano, un po’ di spazio per me. 
Auguratemi buona fortuna!!! 🍀 

oh babe… I think… 

Questa notte, cinque anni fa, tu mi hai baciato il collo. 


Grazie 

per la vita che mi regali ogni giorno, grazie per il tuo tempo, le tue energie, grazie per il tuo amore.

Grazie per il modo in cui mi guardi. Grazie per quella casa che tu hai fatto diventare nostra. Grazie per avermi seguita in giro per il mondo e per avermi dato un motivo per restare. Grazie per la menta nella carne, per la tua mano in sala parto, grazie per i bagni al mare vestita e le doccie nudi. Grazie per il sole in mezzo alla bufera, per le notti coi mostri rannicchiata tra le tue braccia. Grazie per la lotta, quella vera, fianco a fianco, e per le cuscinate sulle orecchie e le vertebre schiacciate. Grazie per le tue risate, perché quando ti faccio ridere è una figata. 

Grazie per le tue lacrime, per le tue richieste, per il tuo essere ancora un coniglio coi capelli di carota. Grazie per paintball e soft air e i camaleonti e le blatte e le rane e le lucertole e tutto un meraviglioso mondo di cose che avrei evitato.

Grazie per i messaggi con i cuori, per i provini mai da sola, per le sconfitte mai da sola, per le prese di pole che fai finta di capire, per i mille progetti in cui ti trascino…

Grazie per la tua pelle, le tue dita, il tuo respiro addosso, i tuoi 30 anni, grazie per i compleanni. Per le promesse, i progetti insieme. 
Grazie per avermi dato un figlio .

Grazie, davvero, per quel bambino meraviglioso che dorme nel nostro letto. 

Grazie per la fiducia, anche quando non sapevo che fare.

Grazie 

amore mio.
Grazie e…
te lo chiedo ancora, per essere sicura… in privato però….

💕