Go Girl! 💪🏻💪🏻💪🏻

Primo impegno di lavoro! Primo giorno da soli babbo e Gio 🐳


In realtà si trattava di una riunione pomeridiana, un meeting per raccogliere consigli e parlare della propria idea.

Già, perché stavolta non si trattava di provini o set, stavolta era una cosa un po’ diversa, fuori dal mio campo, qualcosa che spero tanto possa partire e decollare. Appena saremo on line ve ne parlerò meglio!

Ma nel frattempo sono qui per scrivere che, a prescindere dall’esito di questa avventura, sono felice. E fiera. Oggi alla riunione il 99% dei partecipanti erano donne. Chissà perché, ho sentito domandare a un uomo. Maggiore creatività? Spirito d’iniziativa? 

Adattamento, volevo rispondergli io.

Un uomo non rischia di perdere il lavoro quando diventa padre. Non mette a repentaglio anni di studio e di lavoro perché vuole un figlio. Non deve scegliere se allattare o tornare in ufficio.

Io ho deciso di non fare domanda per l’asilo nido. Ho deciso che voglio stare con Gio E che voglio lavorare. È vero, Enrico lavora, altrimenti non avrei potuto fare questo discorso, certo. Ma i figli si fanno in due, no? Il punto è che non voglio che sia un bambino ad adattarsi alla società (malata) che abbiamo costruito. Voglio che sia la società ad adattarsi a lui. 
D’altra parte in poco tempo non ci sarebbe più nessuna società senza nuovi bambini, giusto? E allora non vedo perché valga così poco il bisogno di un neonato. 
Ogni donna dovrebbe poter avere la libertà di scegliere. Scegliere cosa è meglio per suo figlio e per lei. 

Io questa libertà me la sono presa per forza, con tutta la paura e i sensi di colpa che ne conseguono. E sto cercando un modo per conciliare il tutto. Studiando di notte per il master, scrivendo per il giornale mentre Gio dorme e cercando idee che possano permettermi di non dipendere economicamente da un’altra persona e, soprattutto, idee che possano farmi star bene. Perché sono una mamma e sono una ragazza e sono un’attrice e sono una PERSONA. 
Questo post forse potrà risultare un po’ confuso, ma quello che voglio dire è: non fermiamoci. Non fermiamoci davanti a quelle che sembrano strade sbarrate, davanti a sacrifici enormi che ci fanno passare come necessari, obbligatori. Non facciamo cose che ci fanno star male solo perché “funziona così”. 

Siamo madri, possiamo cambiare il mondo! Perché il futuro ce lo abbiamo qui, tra le mani, e cambiarlo è un attimo, basta agire.

💪🏻

Il primo NO

la mia tartarughina si è evoluta: è diventata un piranha!

La settimana scorsa ha fatto capolino un altro dentino e così è successo che l’altro giorno, all’ora di pappa/ninne, Gió ha stretto i dentini sul mio capezzolo. Istintivamente ho detto un “ahi!” e lui, sorpreso, ha lasciato la presa e mi ha guardato. Allora gli ho spiegato che non doveva mordere la mamma, altrimenti la sisa si sarebbe fatta male. La scena si è ripetuta 3 volte, all’inizio lui rideva, poi ha capito che non era un gioco. Ho visto i suoi occhi riempirsi di preoccupazione… e poi di dolore. La terza volta è scoppiato a piangere. Una scena straziante. Aveva proprio lo sguardo dell’amante tradito, un cuore in frantumi!

Mi vi immaginate a me, con i lacrimoni peggio dei suoi, che cerco di rassicurarlo???

Il primo no. La prima distanza. Forse la prima vera presa di coscienza sulla fine del suo corpo e l’inizio del mio.

Perché quando un essere ti cresce nella pancia, tra il cuore e l’intestino, quando al cordone ombelicale si sostituisce il tuo seno, è difficile pensare che sia altro da te. Che non sia tuo, per tutta la vita.

E allora benvenuti dentini. Imparerò a lasciarti andare Gió. 

ps. Lui dopo un po’ si è riattaccato al mio seno, ha sospirato e ci si è addormentato. Io ho pianto per un altro quarto d’ora. 😅😅😅

E l’ho tenuto in braccio mentre dormiva. E non me ne frega niente se non va bene. Perché tra un po’ sarà troppo caldo, e poi sarà troppo pesante e poi si vergognerà dei miei mille baci dappertutto.

Quindi no, non mi importa se si vizia, e, a dirla tutta, nemmeno ci credo a ‘sta storia dell’amore col contagocce. Io mio figlio me lo magno, finché posso!!!

un dentino!

Eravamo nel lettone tutti e tre, quando tu mi hai preso la mano per ciucciartela, come al solito, e l’ho sentita! una puntina di dentino aveva spezzato le tue gengive, amore mio!


27 aprile 2017 : il tuo primo dentino 
La prima parte di te che si è formata fuori dalla mia pancia. Oggi sei un po’ meno neonato e un po’ più bambino. Io piango a ogni progresso che fai e ogni giorno qui è una conquista! Adesso prendi il biberon da solo con entrambe le mani e cerchi di arrivare alla tettarella con la bocca, hai capito che se nonna si nasconde dietro la mia schiena la puoi vedere sporgendoti (e ridertela soddisfatto), hai un amore smisurato per i sacchetti per alimenti dell’ikea, hai scoperto di avere un sacco di dita e anche dei piedini, anche non hai ancora afferrato la diversa modalità d’uso rispetto alle manine (per cui afferri le apine con i piedi e poi te le porti in bocca per mangiartele).
Sei uno spettacolo Gió!

ps. Fb stamattina mi ha ricordato che 2 anni fa, oggi, posavo per una marca di make up a Philadelphia… che bel viaggio la vita… e quante avventure ci aspettano amore mio!!!

backstage shooting Philly


pps. qui lo scrivo poco, ma grazie Enri. Sei stato un fidanzato folle come piace a me, e ora sei un babbo matto, come piace a me…e a Gio! 

💪🏻❤️🐝

Pasqua con i tuoi


Buona Pasqua 🐣 

Gió l’ha festeggiata con l’amore dei suoi nonni e dei suoi zii intorno, ha parlato tanto, assaggiato tanti giocattoli nuovi, fatto prodezze con quelle gambotte e, soprattutto, si è preso un sacco di coccole!

Ormai è già un anno che lui c’è. E chissà com’era la nostra vita prima!

Sono giorni un po’ strani questi. Giorni di pensieri strani. E meno male che sono arrivate queste feste ad allontanarli un po’ 😌

Ho addirittura deciso di invitare tutta la famiglia a casa nostra! No, questo non significa che io sia diventata una donnina come si deve… ognuno ha cucinato e portato qualcosa! Io come al solito mi sono occupata di questioni di primaria importanza come: addobbare la tavola (tutto blu, bianco e dorato), decorare le uova (glitterate, pardon) e preparare una ricetta vista su fb, di un uovo ripieno di profiterole che solo a guardarlo la glicemia schizzava alle stelle. 

Siamo stati bene. E mai come ora mi sento parte di una discendenza di donne forti… le mie donne. Guardo mia nonna, mia mamma, mia zia… e penso che non sarò mai sola. 

E lo sapevo anche prima dell’arrivo di Gio, ma adesso lo so in un modo diverso.

☀️

guess who’s back?

Primo giorno di set post bimbo!!!!

Il karma ha voluto farmi riiniziare con un ruolo tranquillo con cui sentirmi a mio agio: una spogliarellista. E quindi niente. Ho mangiato l’ultimo dolcetto avanzato dal mio compleanno e ho cominciato a fare workout come una matta 😝😝😝

Stamattina ho pregato che il corpetto di scena mi entrasse, ho preparato la borsa di Pipi e, nonna al seguito, siamo andati! 

È stata una botta di vita. Di una vecchia vita. É stato incontrare un vecchio amante, l’obiettivo della macchina da presa. Spero di essergli piaciuta quanto lui è piaciuto a me 😍

E non è questione di narcisismo, come pensano in molti. Qui si tratta proprio di essere qualcun altro. È ingordigia, ecco. Almeno per me.

Anche se ora so che la vita più bella è qui, in questo bimbo piccolo che ciuccia il latte dal mio seno. 
Mangia Jojo, io sono nata per te 

LIBERTAAAAAÀ


Di solito mi succede appena uscita dalla metro, in quel lasso di tempo che va dal dolore da separazione (e che mi prende ogni volta che varco la porta di casa senza il mio koala di 9,5 kg) e l’ansia da tette piene (che significa che mentre io cerco aule vuote per mungermi lui a casa urla contro il biberon). 

Ecco, in quel breve lasso di tempo la sento, la LIBERTÀ. Ma non la percepisco tramite le sembianze leggiadre di una farfalla o di una libellula che vola beata nell’aria. No, no! Io mi sento impossessata da William Wallace! (ho pure il suo stesso taglio di capelli ora che ci penso)

E quindi niente, se vedete una matta che corre urlando tra Termini e via Nazionale, tranquilli: sono io.